Valentina's profileA piedi nudi per le vie ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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October, 2008 senza scappare L'estasi delle tue volontà
(Madeleine Delbrel, Che gioia credere) Quando quelli che amiamo ci chiedono qualcosa, October, 2008 sono solo pensieri di notteSono solo pensieri di notte che solleticano la mente...un puro esercizio retorico, se vuoi, un tentativo di fare uscire dalla punta delle dita qualche battito sospeso.
è così che viviamo l'attesa, tra i battiti.
leggili come vuoi, leggi come vuoi queste parole che scorrono incessanti nel silenzio della notte come scorrono nel deserto i pensieri e il vento di una notte mediorientale a carezzarti i sospiri...
ho tanto da raccontare, sai? tanto da trasformare, tanto da vivere ma mi mancano le parole.
a volte basterebbe un gesto, uno sguardo.
a volte invece non è facile nemmeno quello.
a volte serve solo il silenzio.
a volte serve solo l'attesa.
dedicato a chi vorrà leggere e ritrovarsi, forse perdersi in queste parole che non vogliono essere assolutamente altro che semplici pensieri che solleticano la mente...
forse solo un puro esercizio retorico...
un tentativo... October, 2008 rientroooooooooooomeno 4...
tra 4 giorni saro di nuovo tra voi!
non vedo l'ora di abbracciarvi anche se mi dispiace tantissimissimo tornare!!!
a prestooooooooooooooooo September, 2008 dopo un mese e un pòCarissimi tutti,
come state? come va?
vi chiedo scusa perchè è un pò che non vi scrivo ma, purtroppo, non riesco mai a rimanere in un internet poinbt abbastanza a lungo per raccontarvi tutti i doi stupendi che sto ricevendo. Tuttavia vi penso sempre e vi porto nel cuore!
Qui a Damasco va tutto molto bene: ho finito il primo corso in università e ho già cominciato il secondo.
l'arabo è prprio una brutta bestia ma ce la sto mettendo tutta. ho tanti amici qui che mi aiutano!
le persone che incontro sono sempre speciali: quante storie stanno entrando nel mio cuore, quanti sorrisi e quante lacrime.
la siriaè proprio un posto da visitare e da vivere, un posto strano da assaporare e gustare.
ho fatto un bel viaggetto al nord durante la vacanza ed ho incontrato persone davvero stupende che mi hanno donato tanto: Alessandro, musicista di Firenze, Francesca di Bologna, Charlie di Londra, Annette di Berlino...
che bello!
Io, Alessandro e Francesca abbiamo praticamente viaggiato sempre insieme.
a Latakia, sul mare, siamo stati opsiti di Padre Pedro, un missionario italiano...è stato come sentirmi a casa: un uomo solare, caldo, simpatico, dolce e determinato! mi è servito molto!
non vi nego che alle volte ho un pò di nostalgia ma poi guardo ben dentro al mio cuoricino e ci trovo i vostri che battono insieme al mio in questo mare di contraddizioni e di emozioni forti!una cosa assolutamente comica da raccontarvi: mi hanno invitata ad un matrimonio...qui le feste durano 3 giorni...
venerdì, sabato e domenica prossima, al sud, vicino a Bosra!
il problema è uno solo...non conosco gli sposi...mi hanno invitata perchè conosco il fratello dello sposo e alcuni amici ma gli sposi non li ho mai vistI!mi sono avventurata nel suq per comprare un vestito decente e un paio di scarpine ma, avendo un 41-2, ho scatenato un sacco di risate in tutti i commercianti del suq amydyya (a cui, comunque, ho estorto un gran sconto!).
vi racconterò l'esperienza al ritorno.
ora devo già scappare perchè i bimbi attendono!
prometto che metterò alcune nuove foto del viaggio!
vi chiedo, se volete, di pregare un pò per me o semplicemente di pensarmi un pò...
ne ho un pò bisogno!
vi voglio beneeeeeeeeeeeeeeee!!!!
ciaoooooooooooooo mondoooooooooooooooooooooooo
ila-l-li-kà!
August, 2008 dopo 2 settimaneDamasco 9/8/2008
Cari amici e care amiche,
kifcon?
come state?
io molto bene, è inizita l'umiversità e sto studiando molto perchè le lezioni (tutte in arabo) sono molto difficili!
Sono stata 2 giorni nel deserto, uno spettacolo!
e sto conoscendo sempre più gente di tutto il mondo!
ora devo scappare perchè qui all'iternet point c'è un sacco di gente!
spero di avere presto vostre notizie!
scrivetemi un pò...;-)
vi penso,
vale July, 2008 dimasq!Damasco 28.07.08 Carissimi amici, kifaq?! (come state?) Qui a Damasco molto bene! Finalmente inizio ad abituarmi al torrido caldo mediorientale e ad orientarmi meglio in questa città che, davvero, ha mille volti. Non avete idea di quanto sia bello e divertente cercare di prendere un taxi o un mini bus per spostarsi da una parte all’altra della città oppure avventurarsi nei vicoletti (qui al quartiere cristiano non si corre nessun pericolo, ve lo assicuro) e vedere le case della gente e piccole scene di vita quotidiana tipicamente arabe. Dovete immaginare dei vicoletti stretti stretti in cui ci sono dei negozi piccoli piccoli gestiti tipicamente da uomini che hanno sempre pronto sul fuoco un pò di thè e due bicchieri, moschee e chiese in ogni angolo, muezzin e campane che fanno a gara per chi canta/suona meglio. Ogni tanto le stradelle finiscono direttemente nei cortili di qualche casa araba in cui si possono vedere scene bellissime: dei bimbi che ti supplicano di fare delle foto (e si mettono anche in posa!), donne che si sistemano a vicenda i capelli, mamme sedute intorno al tavolo a bere thè o caffè arabo (non ve lo consiglio!)... Qui tutti quelli con cui parlate vi chiedono se avete bisogno di qualcosa, se volete qualcosa se...non ho mai visto un’ospitalità così calda! Al Suq è un pò diverso. C’è una gran baraonda e gli stranieri (ci beccano subito!) sono visti come delle bellissime galline d’oro da spennare. La prima cosa che bisogna imparare è..la contrattazione sul prezzo! I prezzi qui sono bassissimi davvero per tutto e si contratta davvero su tutto. Parlando con un pò di persone tuttavia mi hanno riferito che il costo della vita è salito. Si vedono tanti poveri qui...molte delle persone che incontro sono povere tuttavia non esitano a farsi in quattro perchè tu sia ahllan-wa shallan, benvenuto. Ho avuto la fortuna di entrare (camuffata!) in una moschea shi’a, di assistere ad un matrimonio in rito siriaco antico, di andare in un paese in mezzo al deserto in cui la gente parla ancora in aramaico (la lingua che parlava Gesù) e di chiacchierare con un pò di persone. Il posto in cui sto non è male, è una bella casa araba (bella e umile) in cui sono ospitate 2 ragazze arabe che lavorano qui a Damasco ma abitano in un’altro paese, io e Gabriella, una ragazza sarda che abita in inghilterra da moltissimi anni che avevo conosciuto all’aeroporto il primo giorno. C’è poi una signora, doctor Nihsa, che gestisce la casa che è proprio di fianco al bellissimo patriarcato Greco Cattolico. Pur nella sua semplicità ed umiltà la casa è al di sopra degli standard delle case della gente comune. Mi piacerebbe condividere un pò della loro povertà...il prossimo mese vedrò cosa fare! La Signora mi parla sempre in francese, inizio a comprendere molto meglio questa lingua ma di arabo sin ora ho imparato solo qualche parola, giusto per capirmi con i taxisti o con gli autisti dei mini bus. Cosa sono i mini bus? Sono dei pulmini piccoli piccoli e scassatissimi che fanno delle rotte prestabilite, che costano pochissimo e che, se impari a prenderli, ti portano ovunque tu desideri andare a Damasco e dintorni. Da noi non potrebbero nemmeno circolare ma qui è tutto diverso. La giuda damascena è terribile, ve lo assicuro, ma d’altronde bisogna entrare fino in fondo nella cultura di un posto per conoscerlo meglio, o no?! Domenica ho il test di ingresso all’università, speriamo bene!, e lunedì inizio il corso di arabo! Che roba! Mamma mia, vorrei scrivervi un sacco di cose ma poi rischio di diventare troppo lunga! A presto e un abbraccio forte a tutti!!!
Vale
July, 2008 SIRIA!!!Damasco 26-07-08, 11.38 (10.38 in Italia)
Carissimi amici e carissime amiche, come state? Come va? Io sono finalmente arrivata a Damasco e finalmente ho una casetta in cui stare. Qui fa davvero un sacco di caldo e la gente fa orari strani, tutto è diverso, tutto è strano, tutto è molto “forte” (odori, colori, sapori, lingua, modo di essere e di fare, ospitalità). Sono un pò confusa ma non mi lascio spaventare e continuo ad aver voglia di conoscere. Ieri sono arrivata all’aereoporto alle 4 di mattina ed ho avuto il primo trauma: sono stata invasa da una folla di persone che urlavano in arabo, tantissime donne completamente velate, tantissimi uomini con i vestiti tipici e turbantini vari nonchè una gran confusione e un gran mix di odori. Che roba!! Ieri mattina un ragazzoche stava aspettando un'altra ragazza italiana, mi aiutata a trovare un taxi o qualcosa con cui raggiungere Bab-tuma, la parte vecchia di Damasco dove sapevo sarei stata alloggiata. Così ho conosciuto Georges (figlio del panettiere che prepara il pane che si spezza durante l’Eucarestia), sua sorella Rita e i suoi genitori che mi hanno ospitato a casa loro (una bellissima e poverissima casetta tipicamente araba vicinissima al posto in cui sto ora) offrendomi thè, cafè, prugne, biscottini... Qui la gente è davvero molto molto calda e ospitale! Nel pomeriggio finalmente ho potuto lasciare le valige al patriarcato e, in attesa della dr Nihsa (la responsabile della casa in cui sono ospitata) mi sono avventurata per le vie della vecchia città cercando di orientarmi un pò e perdendomi più volte per le vie strette strette che brulicano di gente e si perdono tra negozietti piccoli piccoli in cui si vende davvero di tutto e bancarelle improvvisate lungo la strada con uomini che giocano a dadi o bevono caffè e donne che qui, nel quartiere cristiano, non sono necessariamente velate, e bambini che corrono in biciclette e macchine che si incastrano e suonano il clacson anche per far spostare i gatti che mangiano i rifiuti... La città, come avrete capito, è molto diversa dalle nostre. Vicino alla casa in cui abitano le piccole sorelle ho trovato un gruppo di ragazzi che il venerdì pomeriggio fa volontariato con bambini affetti da vari handicap, da venerdì prossimo andrò lì anch’io nel pomeriggio: qui i due giorni di riposo settimanale sono il venerdì pomeriggio e il sabato, la domenica è tutto aperto. Sono tanti i poveri... La comunicazione non è assolutamente facile...visto che anche dal panettiere bisogna contrattare, se non sai l’arabo ti fregano!É raro che la gente conosca l’inglese, qui parlano francese ed arabo ed io, come sapete, riesco a capire poco di queste due lingue ma sono certa che se mi applico un pò qualcosa posso imparare. Questa mattina (mentre cercavo disperatamente di capire come raggiungere l’Università che, tra l’altro, era chiusa) ho conosciuto una ragazza ed un ragazzo che abitano qui vicino, mi hanno detto che se ho bisogno posso chiamarli e che, comunque, magari li vedrò in università! Abitano vicino alla basilica della folgorazione di Paolo che andrò a visitare domani! Ora vi saluto, ho già scritto tanto...il muezzin comincia a cantare...vuol dire che è giunto il tempo della preghiera. Anch’io mi fermo e vi ricordo nell’ora media! Vi abbraccio forte e Vi voglio bene!
Vale
July, 2008 Buona Estate!La differenza tra un viaggio e uno spostamento nello spazio non è una cosa affatto scontata. Anzi, a dir la verità, è una cosa ben complicata che spesso passa inosservata ma che, a pensarci bene, semplifica le cose e ti porta a comprendere quel che non vorresti. Un viaggio, un cammino, ti allontana da te, ti riporta alla sostanza di quello che sei, ti fa compiere uno spostamento non solo fisico, nel mondo, quello fatto di concretezza tangibile, ma nel più intimo della tua coscienza togliendoti le certezza che hai per trasformarti in qualcosa d’altro. Un viaggio ti fa cambiare, forse crescere, maturare (anche se, su quest’ultimo verbo, potremmo discutere per delle ore cercando di coglierne il senso più vero). Un viaggio è poesia. La poesia che ti sfiora i capelli nella aria frizzante della sera di un paese diverso dal tuo, la poesia delle parole difficili, dei suoni strani, diversi, mai così forti. La poesia della contemplazione del panorama che scorre imperterrito sul vetro degli occhi, la poesia della storia che sfiori in punta di piedi, la poesia della fatica incessante del cammino. Il viaggio rivela la poesia delle cose, rivela l’intruglio dell’esistenza velato sotto quella strana parvenza di inconoscibile per riconsegnarti la sensazione, stupenda, di esser parte di un tutto uniforme d’amore. Il viaggio ti toglie da te togliendoti dalle tue abitudini, dalla consolante certezza della semplicità delle cose. Il viaggio rivela la poesia della vita: tutta la vita è un viaggio, una piacevolissima occasione di sperimentare la bellezza del creato per riscoprirsi creatura amata. Buon viaggio a tutti, fratellini e sorelline, ovunque voi andiate, ovunque voi siate!
July, 2008 La contemplazione sulle strade
July, 2008 NoN SoNo CoSì PiCcOlo!!!Nascere piccoli... che guaio! Signore, se è vero che puoi tutto perché non ci hai fatto nascere subito grandi, già adulti? Ma Tu ci hai fatto nascere piccoli... Che guaio! Nessuno ci ascolta, nessuno ci dà importanza. Tutti hanno qualcosa da insegnarci, da imporci, da consigliarci. Tu però ci hai fatto nascere piccoli e non puoi esserti sbagliato in una questione così importante. La cosa che più ci infastidisce, Signore, è che tutti dicono: "Quando sarai grande... Quando sarai cresciuto... Domani...". Ecco, Signore, "domani", sempre domani. Ma Tu puoi averci creato per aspettare, per diciotto anni, che arrivi domani? E quelli che muoiono prima di essere diventati grandi? No. Tu, Signore, ci hai creato per oggi. Tu che non hai detto ai piccoli: "Diventate come i grandi!"; ma che hai detto ai grandi: "Diventate come i piccoli!", aiutaci a capire, aiutaci a vivere, aiutaci a valorizzare, aiutaci a mettere a servizio questa nostra strana età. June, 2008 Padre Nostro...sono diverse versioni...forse...
PADRE NOSTRO ORO
PADRE NOSTRO Pier Paolo Pasolini
E tu...cos'è per te il Padre Nostro?!
June, 2008 Atti di reale cortese affetto!Ciao ragazzi!
E anche quest'anno è andato...o quasi!
Mi prenderete per pazza: non è mica dicembre!
Avete ragione, non è dicembre e stasera non si spareranno dei magnifici botti per l'ultimo dell'anno e domani nelle Chiese non risuonerà il Te Deum e non si scambieranno baci di "buon anno" e non si aprirà lo spumante e non si mangerà lenticchie e zampone etc etc etc.
Non sono impazzita nè tanto meno mi sono lasciata confondere da questo tempo che è sempre troppo "invernale", semplicemente mi accorgo che, lento lento, quest'anno di attività e di condivisione sta per finire: arriva l'estate.
Questi sono giorni in cui si "tirano le fila" dell'anno passato: la scuola, gli amici, le attività, le proposte, gli esami, i tempi trascorsi insieme...
Sono giorni in cui tutto, in sordina, volge verso il termine (tutto tranne gli esami, ovviamente)!
Per me poi questo periodo assume un sapore tutto particolare: sà un pò di deserto.
L'ultimo sforzo per gli ultimi esami e poi i preparativi per una piccola grande partenza.
Questo periodo ha il sapore di un momento forte di crescita e di allontanamento, quasi un giro di boa.
Mi fermo spesso e mi volto a guardare indietro, in quest'anno così strano e così tanto bello, un anno condiviso con dei ragazzi in cammino.
Mi volto e vedo l'inzio di un percorso bellissimo con degli adolescenti davvero speciali: le fontane di luce, il ritiro a Monza, Assisi, le discussioni dei venerdì, i cavolari, le risate, i sorrisi, le preghiere, le confidenze, la Vita Comune.
Vedo momenti difficili in cui i cuori di tanti amici hanno abbracciato il mio un pò sofferente. Vedo Zio che riposa tra le braccia di Gesù, l'abbraccio di un amico, le lacrime sulla mano, il sorriso sulle labbra.
Vedo persone speciali con cui ho condiviso i divertimenti delle sere infinite e l'apprensione della vigilia dell'esame.
Vedo delle giude sempre presenti e affettuose, vedo...degli amici che decidono di dirsi il loro sì, altri che decidono di donarsi a tutti.
Vedo il tanto amore che mi è stato dimostrato e non posso che dire grazie, con un filo di commozione e tanta riconoscenza e dire a tutti, con il cuore in mano e una piccola lacrimuccia a solcare il viso, che, davvero, siete, tutti in modo speciale, un grande dono per le persone che incontrate e che decidete di amare.
Grazie per questi mesi e per tutti quelli che verranno.
Grazie per ogni lacrima e sorriso,
Grazie semplicemente perchè ci siete!
Buon Cammino e Buona Estate!
Vale
June, 2008 In attesa della Vita Comune in OratorioHey ragazzi...non sentite già aria di Vita comune e quasi di Grest?
Manca poco a giovedì, ci siamo quasi!
pronti a scaldare cuore, sorriso, voglia di fare e condividere?
pronti a mettervi in gioco?
ma certo che lo siete, lo siete sempre stati!
vedrete, sarà un'esperienza inimenticabile: parola di lupetto!
Fate girare ancora voce, l'iscirizione è prorogata fino a mercoledì mattina!
forza che...più siamo più sarà bello!
vi propongo qualche piccolo spunto per riflettere prima di iniziare la nostra avventura.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate...
:-) ciao belli!
a presto!
Vale
Vita comunitaria
(Jean Vanier, Ogni uomo è una storia sacra) La vita comune può diventare una vera scuola in cui si cresce nell'amore; è la rivelazione della diversità, anche di quella che ci da fastidio e ci fa male; è la rivelazione delle ferite e delle tenebre che ci sono dentro di noi, della trave che c'è nei nostri occhi, della nostra capacità di giudicare e di rifiutare gli altri, delle difficoltà che abbiamo ad ascoltarli e ad accettarli. Queste difficoltà possono condurre a tenersi alla larga dalla comunità, a prendere le distanze da quelli che danno fastidio, a chiudersi in se stessi rifiutando la comunicazione ad accusare e a condannare gli altri; ma possono anche condurre a lavorare su se stessi per combattere i propri egoismi e il proprio bisogno di essere al centro di tutto, per imparare a meglio accogliere, comprendere e servire gli altri. Così la vita in comune diventa una scuola di amore e una fonte di guarigione. L'unione di una vera comunità viene dall'interno, dalla vita comune e dalla fiducia reciproca; non è imposta dall'esterno, dalla paura. Deriva dal fatto che ciascuno è rispettato e trova il suo posto: non c'è più rivalità. Unita da una forza spirituale, questa comunità è un punto di riferimento ed è aperta agli altri; non è elitista o gelosa del proprio potere. Desidera semplicemente svolgere la propria missione insieme ad altre comunità, per essere un fattore di pace in un mondo diviso.
Maturare insieme Non troverai mai persone assolutamente
La comunità del perdono La comunità è il luogo del perdono. Un giovane si recò un giorno da un padre del deserto e lo interrogò: May, 2008 la speranzaLa speranza
(Giovanni Paolo II) Anche se sono vissuto fra molte tenebre, sotto duri regimi totalitari, ho visto abbastanza per essere convinto in maniera incrollabile che nessuna difficoltà, nessuna paura è così grande da poter soffocare completamente la speranza che zampilla eterna nel cuore dei giovani. Non lasciate che quella speranza muoia! Scommettete la vostra vita su di essa! Noi non siamo la somma delle nostre debolezze e dei nostri fallimenti; al contrario, siamo la somma dell'amore del Padre per noi e della nostra reale capacità di divenire l'immagine del Figlio suo. Là, tra gli uomini, è la casa di Cristo, che chiede a voi di asciugare, in suo nome, ogni lacrima e di ricordare a chi si sente solo che nessuno è mai solo se ripone in Lui la propria speranza. May, 2008 Oscar e la dama in rosaVi propongo un libro bellissimo che mi è stato regalato da un grande amico in un periodo molto molto particolare e che mi ha aiutata tanto e mi ha fatto riflettere con un piccolo sorriso sulle labbra!
assolutamente da leggere!
:-) a presto mondo!
Vale
ps: chi l'ha letto mi faccia sapere cosa ne pensa...
se qualcuno lo volesse mi faccia squillino che lo presto molto volentieri!
Eric-Emmanuel Schmitt
Oscar e la dama in rosa “Ecco, Dio, questa è stata la mia giornata. Capisco che l’adolescenza venga definita l’età ingrata. E’ dura. Ma alla fine, a vent’anni suonati, le cose si aggiustano. Allora ti rivolgo la mia richiesta del giorno: vorrei che Peggy e io ci sposassimo.” Il piccolo principe di Saint Exupéry è un bambino venuto da un altro mondo per insegnarci che cos’è la vita; l’Oscar di Eric-Emmanuel Schmitt è un bambino che sta per andare all’altro mondo e ci insegna che cos’è la morte. Ma non è un libro triste, “Oscar e la dama in rosa”, anzi piacevole e rasserenante, oltre che coraggioso. L’autore, quarantacinquenne lionese di fama internazionale, soprattutto dopo la versione cinematografica del suo “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, interpretato da Omar Sharif, ha in comune con Saint-Exupéry una poetica sintonia con il mondo dell’infanzia, microcosmo in cui si agitano, allo stato molecolare, tutti i sentimenti, i desideri e le paure che rendono tanto complicata la società degli adulti. Il breve romanzo si svolge durante gli ultimi tredici giorni di vita di un bambino di dieci anni malato di leucemia, Oscar, e la dama in rosa del titolo è un’anziana volontaria dell’ospedale, in camice rosa, che rappresenta per il bambino l’unico interlocutore in grado di dare un significato alla fase finale della sua vita, perché sia i genitori, annichiliti dal dolore, sia i medici, delusi dalla loro stessa impotenza, evitano di parlare sinceramente con lui, impedendo ogni spontaneità di rapporto. Il libro affronta quindi due fra i più forti tabù dei nostri giorni, la morte e la vecchiaia, mettendone in luce le insospettate potenzialità, ricche di valori umani da non sprecare. Nonna Rosa, come la chiama Oscar, gli propone un gioco: fingere che ognuno dei pochi giorni di vita che gli restano duri dieci anni. Ogni decennio vissuto presenterà gioie e dolori che Oscar potrà offrire a Dio in una lettera quotidiana, in cui gli chiederà di soddisfare un desiderio. Oscar non è stato allevato religiosamente, e inizia questo dialogo con diffidenza e impaccio, ma a poco a poco, indirizzato dall’esuberante e affettuosa vecchietta, scopre un nuovo modo di vedere se stesso e gli altri, e un nuovo modo di comunicare, che cambierà per sempre la vita di chi si troverà vicino a lui in quegli ultimi giorni aperti sull’infinito. “Caro Dio, oggi ho avuto da settanta a ottant'anni e ho molto riflettuto... “Ecco, Dio. La tua visita, invece, continuo ad aspettarla. Vieni. Non esitare. Vieni, anche se ho molta gente intorno in questo momento” (p.80). Nel racconto verrà, ma non potrà essere sufficiente. Schmitt ha qui, ancora una volta, coraggio, indicando un’ulteriore attesa – “solo Dio ha il diritto di svegliarmi”. (pg. 80) "Caro DIo, grazie di esser venuto. Hai scelto davvero il momento giusto, perchè non stavo bene. Quando mi sono svegliato, ho pensato che avevo novant'anni e ho girato la testa verso la finestra per guardare la neve. E allora ho indovinato che venitvi. Era Mattino" (pg. 83) May, 2008 La penetecoste dei laiciIntervista
La Pentecoste dei laici
Anche gli atei hanno una spiritualità, e se sia loro che i non credenti ne fossero consapevoli, forse sarebbe più facile sia chiarire i confini sia dialogare. André Comte-Sponville da tempo lavora su questo tema, sviluppato tra l’altro nel suo ultimo libro, uscito in italiano con il titolo Spirito dell’ateismo ( ed. Ponte alle Grazie). Il filosofo francese – che ieri era a Roma, per una conferenza che si è svolta presso il centro culturale «San Luigi di Francia» sul tema 'Cos’è la spiritualità senza Dio?' – sostiene infatti che «la spiritualità è una dimensione costitutiva dell’esistenza umana. Quando parlo di spiritualità mi riferisco a quello che i latini chiamavano 'spiritus', e gli atei non ne possiedono meno di coloro che credono in Dio. È la spiritualità che fa la differenza tra l’essere umano e la bestia. Aristotele diceva che l’uomo è un animale razionale, io aggiungo che non vivrò come una bestia perché sono ateo». Abbiamo bisogno di un’indagine che faccia luce In che cosa consiste la spiritualità per chi non crede? «In senso generale, sono espressioni della spiritualità le arti, la psicologia, la vita affettiva. Ma in senso più preciso la spiritualità sta nella necessità di confrontarsi con l’infinito, con l’eternità, con l’assoluto. La nostra vita spirituale si gioca sul rapporto tra finito e infinito; tra temporale ed eterno; tra relativo e assoluto. Anche gli atei hanno bisogno di abitare infinito, eternità, assoluto». L’assoluto che cos’è? «Per me che non credo non è Dio, ma l’universo, la natura, l’essere». Il problema è trovare un senso a tutto questo? «Decisamente no. Il senso rinvia ad altro, l’assoluto rinvia solo a se stesso. Io non parlo di una 'spiritualità del senso'. Albert Camus ha posto il tema dell’assurdo, ma l’assurdo esiste per chi cerca un senso, per chi non lo cerca non c’è assurdo». Dunque la conoscenza dell’assoluto – esclusa la via della fede – avviene attraverso la ragione? Oggi assistiamo ad un ritorno, in varie forme, della fede. Nel suo ultimo libro lei ha scritto: «Non sarebbe un problema. Ma con la fede ritornano troppo spesso il dogmatismo, l’oscurantismo, l’integralismo e talvolta il fanatismo». Quindi il ritorno della fede non è un bene? Ma lei come si definisce? «Come un ateo fedele, che è altra cosa dall’ateo nichilista. Sono ateo, perché non credo in Dio; sono fedele perché resto attaccato ai valori morali nati nella tradizione giudeocristiana e specialmente nei Vangeli. È evidente la differenza tra fede e fedeltà: la prima significa credere, e io non credo. La seconda è una coerenza con dei valori morali che dipende da noi. Teologicamente, la fede dipende dalla grazia, la fedeltà dalla volontà».
«Certo, perché la morale è la stessa». Eppure, nei fatti, sembra un incontro molto difficile. «Ci sono delle grosse differenze fra credenti e non credenti, ma anche all’interno dei credenti e all’interno dei non credenti. Il problema non è la fede, e lo dimostra il fatto che anche su temi importanti come la pena di morte, l’eutanasia o l’aborto ci sono sostenitori e avversari tra gli uni e tra gli altri. Non dobbiamo dimenticare che nella scelta morale c’è una dimensione di solitudine: ognuno deve decidere nella propria coscienza quale gli sembra essere il suo dovere. Poi però ci vuole una legge comune, per poter vivere insieme, e in democrazia la legge è quella del popolo sovrano. Prendiamo il caso dell’aborto: in Francia è legale fino alla undicesima settimana, ma il fatto che sia legale non significa che sia moralmente innocente, accettabile». «È il momento in cui l’ateo ai apre all’assoluto, all’eterno, all’infinito e anche all’esperienza dell’amore (anch’essa apre alla vita spirituale). A venticinque anni camminavo una notte in un bosco nel Nord della Francia. È stata la mia Pentecoste, e l’ho raccontata in un libro. Ho ricevuto molte lettere di persone che avevano vissuto esperienze simili, e altre lettere di gente che proprio non riuscivano a concepire una cosa del genere. Diciamo che non è una esperienza eccezionale, né un’esperienza universale. Ma può esserci».
PAOLA SPRINGHETTI Avvenire 22/01/2008, Pagina A27 May, 2008 provocazione! Il mistero del male. La bellezza che salva (Abbé Pierre) La situazione del mondo è tale, che ci è impossibile non interrogare Dio. Dio che è eterno Amore, Amore infinito. Personalmente, nei miei 93 anni ormai, avendo anche avuto l'occasione di vedere e di toccare con mano, in ogni angolo della terra, tante miserie, tante ingiustizie, tanti mali, tanti crimini, tanti delitti di ogni sorta, più di una volta ho osato chiedere: "Dio mio, ma perché? A che gioco stai giocando? Forse al massacro dell'umanità?". Ho letto da qualche parte che anche Woody Allen, lui pure ferito da questa crudele realtà, ha esclamato: "se Dio esiste, spero abbia una spiegazione di tutto questo...". April, 2008 Amore e MatrimonioCiao a tutti!
visto che siamo in vena di matrimoni e di sposalizi e che ci stiamo interrogando insieme sul senso di questo "lascia passare" come lo abbiamo definito ai nostri incontri, vi propongo questo breve ma molto intenso stralcio di Dietrich Bonhoeffer in cui si precisa un pò cosa sia il matrimonio davvero cristiano.
cosa ne pensate?
vi suggerisce qualche riflessione?
vi aiuta a capirci qualcosa in più?
vi attrae o vi ripulsa?
un abbraccio e grazie mille!
Vale
Ps: 09/09/09
Amore e Matrimonio
(Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa) Il matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore potere. Finché siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio, siete invece un anello della catena di generazioni che Dio fa andare e venire e chiama al suo regno. April, 2008 stuporeNon smetterò mai di stupirmi nel vedere l’amore. Ieri si sono sposati due amici, hanno detto il loro sì davanti a Gesù. É stato stupendo vedere i loro sorrisi, i loro sguardi, la loro determinazione e la loro fede. Quando tra due persone c’è davvero Gesù non si può non rimanere colpiti dalla luce che brilla nei loro occhi. Cari Marta e Dario, buona vita insieme! Grazie per la testimonianza che mi avete lasciato e continuerete a lasciare a me e a tutte le persone che incontrerete lungo il vostro cammino insieme, grazie per aver lasciato che fosse Gesù a guidare i vostri passi, grazie per avermi fatto comprendere la grandezza del matrimonio, grazie perchè la vostra unione sarà sempre un esempio di amore veramente cristiano: dono reciproco e totale! ...e ovviamente! Grazie anche per il pranzo! :-) Vi voglio bene!!! VAle April, 2008 SpaziADO!ciao amico!ciao amica!
ecco qui il nostro mitico spaziAdo, un piccolo post attraverso il quale condividere pensieri, domande anche quelle che non faresti a nessuno, anche quelle di cui ti vergogni.
Se vuoi firma gli interventi altrimenti lasciali pure anonimi, sai come si fa, vero?:-)
Non lasciare che questa opportunità che ti è data cada nel vuoto: buttati e...vedrai, rimarrai a bocca aperta!
Dimentica le parole "giudizio", "paternale", "insegnare", "plagiare".
le nostre intenzioni sono altre, avrai occasione di accorgertene da te!
Se vuoi che al tuo intervento risponda una psicologa, un'educatrice, un medico, un sacerdote, una suora o un semplice giovane come te, segnalalo pure: questo spazio è tuo, non devi aver paura di domandare tutto quello che vuoi!
Buon cammino e...ricordati che ti vogliamo bene!
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