Valentina's profileA piedi nudi per le vie ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November, 2008 riassunti incontrAdo
26.10
Le parole sono significanti di qualcosa di più grande. Rimandano ad un aspetto simbolico dell’esistenza che, altrimenti, non avrebbe un “contenitore” che lo renda comprensibile agli “altri” ai quali vogliamo spiegarle. Spesso svuotiamo di senso le “parole” profonde che pronunciamo per abitudine o per leggerezza e tendiamo a sottovalutare il rimando simbolico che, per costituzione, hanno. Ci chiediamo cosa significhino per noi espressioni come : “ Ti voglio bene”, “Ti amo”, “ Ti amerò per sempre”, “ sono Tuo”. Espressioni di tenerezza e di affetto che, se usate impropriamente, ci restituiscono un’idea distorta anche delle relazioni che rappresentano. Anche Gesù, nella sua storia di Uomo nel mondo, ha usato spesso espressioni forti per “raccontarci il Suo Amore”, sempre più profondo del nostro, forse per farci capire come, anche noi, possiamo “raccontarci – in Lui – agli altri” e “donarci completamente attraverso una Parola che salva”. 02.11
Il nostro corpo ha un linguaggio tutto particolare che ci permette, come le parole e ancora più a fondo, di esprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni agli interlocutori che ci troviamo di fronte. Proprio per questa grande ricchezza, dobbiamo interrogarci continuamente su quanto sia importante il nostro modo di porci e donarci agli altri.
Siamo cresciuti, non siamo più dei bambini. Siamo cresciuti come ragazzi e ragazze, maschi e femmine inevitabilmente diversi e attratti....siamo cresciuti e, insieme al nostro corpo, sono nate e cresciute relazioni nuove, più o meno significative, in cui il linguaggio corporeo ha acquistato, via via, sempre più importanza.
Anche nelle relazioni di amicizia e di conoscenza, ci offriamo all’altro nell’interezza del nostro essere come corpo e spirito.
Questa duplice essenza dell’uomo è inscindibile, ogni tentativo di divisione, riduzione di una delle due parti non può che farci perdere di completezza.
Anche coloro che scelgono di rinunciare all’esercizio della genitalità per una forma di amore universale che si compie nella scelta della Verginità, non rinunciano mai alla sessualità e all’affettività intesi come pienezza d’uso del dono del corpo come “mezzo per spiegare agli altri la nostra anima” e come strumento d’amore.
Rischiamo spesso di snaturare la nostra corporeità e la nostra affettività perchè “sfruttiamo” male il nostro corpo o perchè non ne abbiamo cura o perchè lo riduciamo a semplice “mezzo” per la ricerca di svariati tipi di piacere (quello di essere osservati con civetteria, quello di ricercare un piacere senza storia nè futuro, quello di essere un’immagine diversa da quello che si porta dentro). Ci interroghiamo quindi su cosa sia per noi il nostro corpo e come sappiamo “usarlo” al meglio nella gestione delle nostre relazioni affettive, di qualsiasi tipo e di qualsiasi sorta.
Il nostro corpo è un mezzo d’amore e, come tale, deve essere usato. Un uso “scorretto” del proprio corpo porta sempre e solo dolore e mai amore.
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